Alice is back.


"Tu, cosa essere tu?"

L'interrogativo che mi accompagna intimamente da qualche tempo.
Sono confusa. Ho tante idee che mi spingerebbero a creare e creare ancora, ma la realizzazione concreta di ciascuna di esse è difficile. Alle volte ho la sensazione di voler arrivare in cima al cucuzzolo, senza aver provato a scalare la montagna. Inizio a camminare in una direzione e poi mi dico: e se fosse l'altra la montagna che volevo scalare? 
E' un bel guaio, questo. E' come non trovare mai il bandolo della matassa e complicarmi la vita andando a cercare un altro gomitolo. Che guaio... Come ne esco?
Devo imparare a finire ciò che comincio, come i miei diari. Certo, ma il punto è proprio questo: che è lunga la strada per arrivare alla fine, perché nel mezzo del sentiero scelgo di prendere innumerevoli sentierini interessanti. E lo sono davvero! Ma io, dove sono? Sono in questa serie infinita di sentierini? O sono sulla retta via? Intanto il tempo passa e la paura di sentirmi insoddisfatta è lì, ben nascosta e sempre presente, tenuta salda dalla voce del giudizio che vuole spingermi sempre a fare qualcosa di speciale. Va bene, ma speciale per chi? Speciale come? Non lo so. 
I talenti. Più di una persona mi ha detto che ho dei talenti. Ma io, invece, non mi sento assolutamente in grado di metterli a frutto. Ho una gran paura di deludere aspettative, mie, non mie... è confuso. E poi.. Quali talenti? 
Ho un gran bisogno di cambiare qualcosa. Vorrei andare via, cambiare città, ricominciare. Avrei bisogno di allontanarmi da tutto questo tram tram, di trovare il silenzio. Devo andare via? Ma l'ho già fatto. Ho gia cambiato città più di una volta... ma ha il sapore della fantasia. 
Non credo di essermi mai sentita proprio così, prima d'ora. Sono sempre stata un po' confusa, ma la vita lavorativa, a differenza da quella da studentessa, ha una maggiore concretezza. Pone domande imminenti, del tipo: cosa vuoi fare davvero della tua vita? Cosa ti tiene in vita? Che è un po' come dire: per chi e cosa batte il tuo cuore? Chi sei tu? E sono domande a cui devo rispondere da sola, perché nessun altro può farlo, sciogliendo così il mio gomitolo.  
Mi sento Alice nel paese delle Meraviglie.. ma cresciuta. Alice ai 30, insomma. Nel racconto di Lewis Carroll, Alice è una bambina dolce, gentile, che studia e impara le poesie a memoria, ma la cui mente spazia in mondi meravigliosi.. fino a finirci dentro, inseguendo un coniglio bianco. Una volta tornata dal suo viaggio fantastico, dopo aver preso un sacco di carte in faccia e aver urlato chi è alla Regina di Cuori, Alice è finalmente pronta per la vita adulta, è cresciuta. Ottima metafora della vita. Ma magari potesse realmente accadere a quell'età. Le domande che si pone Alice e che le vengono poste dal Brucaliffo, me le sono poste anch'io, anche in passato, ma credo con meno coscienza ed esperienza del mondo reale. E senza sapere che le mie scelte mi avrebbero condotta qui, dove sono ora. Con questo non intendo dire di essermi pentita dei miei studi e delle mie esperienze, assolutamente no. Sono felice di aver scelto per passione. Ci sono però dei dati di realtà da cui non posso fuggire e che rendono arduo questo cammino di discernimento. 
Tuttavia, una cosa mi è chiara: devo portare a termine ciò che inizio. 
Il disperdermi è un ciclo che si è già ripetuto abbastanza.  
Chissà se interrompendolo non trovi risposta all'angosciante domanda dello Stregatto.. !! 















Alice: << Aspetti! Non se ne vada! >>, disse allo Stregatto. 
<< Volevo solo chiederle quale strada devo prendere! >> 

Stregatto: << Beh, tutto dipende da dove vuoi andare >>.

Alice: << Oh, veramente importa poco, purché io 
riesca... >>

Stregatto: << Beh, allora importa poco che strada 
prendi >>. 

Commenti

Post popolari in questo blog

LA CURA

Un blog per narrare storie di vita

Giorno 50.